Uno, nessuno e centomila
Il povero Aristotele si starà rivoltando nella tomba, l’odierna politica italiana sta mettendo in discussione nientemeno che uno dei capisaldi del suo pensiero filosofico, il principio di non contraddizione: una cosa non può essere contemporaneamente eguale al suo contrario. Eppure le dinamiche italiane, ed in specifico quelle di questi giorni, riescono nell’impossibile.
L’ultimo paradosso riguarda il recente rinvio a giudizio del premier Silvio Berlusconi: la Presidenza del Consiglio (cioè, in buona sostanza, Berlusconi stesso), potrebbe dichiararsi parte civile in conseguenza del comportamento dell’imputato, che è Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio. Un pasticcio che non ha eguali in nessuna parte del mondo, per non parlare del ricorso che lo stesso premier avrebbe ventilato, l’ipotesi di citare lo Stato per danni: un rappresentante dello Stato, il Presidente del Consiglio, che cita lo Stato per danni nei confronti di sé stesso. Se non fosse tragico, ci sarebbe da sbellicarsi.
Ma questi non sono che gli ultimi e più recenti comportamenti, perché è dall’inizio della sua discesa in campo che il premier ci ha abituato alle sorprese. Ha promesso la ‘rivoluzione liberale’, e chiama alla mobilitazione tutti i moderati. E’ editore, e invita a non leggere i giornali. Si è autodefinito il ‘presidente operaio’, ma si vanta di essere il miglior imprenditore d’Italia e forse del mondo intero. Accusa di vecchiume politici che hanno vent’anni meno di lui. Giura di non aver fatto nulla di moralmente riprovevole, ma si confessa peccatore. Si considera liberale, ma non accetta né contraddittorio né tantomeno contestazioni (non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle, ha detto un certo Voltaire). Elenca tutti i suoi successi (la ricostruzione dell’Aquila, la spazzatura di Napoli, il G8, un’infinità di riforme e provvedimenti), ma sostiene che in Italia il Capo del governo non ha nessun potere.
Silvio Berlusconi è nel contempo santo e reo confesso, eterno fanciullo e vecchio signore, donnaiolo gaudente e casto fidanzato, imputato e parte lesa, onnipotente ed inane, liberale e dispotico, rivoluzionario e conservatore. Ha dieci, cento, mille multiformi facce.
Silvio Berlusconi è tutto ed assieme il suo contrario, è uno e centomila, è il camaleontico e grottesco ossimoro di questa disperata stagione politica.