Bunga Bunga !!!
Sfido chiunque a sostenere che Silvio Berlusconi non sia un innovatore, perché in realtà il Nostro di riforme ne ha fatte parecchie, e tutte d’effetto. Ha profondamente innovato il linguaggio politico: “chi vota a sinistra è un co…”. Ha portato una ventata di freschezza nei rapporti internazionali: “Obama è giovane, bello e abbronzato”, “Ho dovuto corteggiare la presidentessa finlandese Tarja Halonen per sbloccare il negoziato”, e anche l’indimenticabile cucù alla Merkel. Ha indicato agli Italiani nuovi modelli di comportamento civile: “Non pagate più l’abbonamento Rai”, “Le tasse si possono anche evadere, non è poi un gran peccato”, “Non leggete più i giornali”. Ha reinterpretato diverse regole istituzionali: “occorre scendere in piazza contro i magistrati”, “votare in Parlamento è solo una perdita di tempo”.
Ma dove la sua azione è stata insuperabile è la riforma del galateo. Diciamoci la verità, Giovanni Della Casa l’ha scritto a metà del Cinquecento, e di una bella revisione ce n’era davvero bisogno.
Innanzitutto il fidanzarsi. Discrezione sopra ogni cosa: la fidanzata c’è, ma non si vede; c’è, ma lo si sa dopo un anno; c’è, ma “lui” organizza feste con venti ragazze alla volta, e lei è consenziente. Che tenero. Quanti non desidererebbero una morosa così? Che c’è, appunto. Ma è come se non ci fosse.
E ancora. Secondo “lui”, se si è invitati ad una cena, non si è più angustiati dal problema di cosa mettersi, è il padrone di casa che fornisce le corrette indicazioni: tu ti vesti da infermiera, tu da poliziotta, tu da esploratrice (in inglese, escort). Cosa ci sia da esplorare durante una cena resta sconosciuto ai più, ma tant’è. Passando ad altro, non è nemmeno più necessario che l’ospite si affanni a procurarsi un omaggio, tipo un elegante mazzo di fiori o una bottiglia esclusiva: è il padrone di casa che, nel congedare i presenti, li ringrazia allungando loro buste piene di denaro, chi cinque, chi sette, chi diecimila euro (a serata, naturalmente). Per i partecipanti più assidui sono previsti contratti di affitto agevolati (praticamente a costo zero), forniture di gioielli e capi firmati, ed altro ancora; a qualcuno, che certo gli è particolarmente simpatico, viene in aggiunta garantito un piccolo aiuto economico, giusto quei cento – centoventimila euro annui per le piccole spese, che in questi tempi di crisi possono sempre essere utili.
A qualcuno è venuto un sospetto, e cioè che in quelle cene si faccia anche altro, ma si tratta dei soliti giudici comunisti. Gente che ce l’ha con lui, e che rimane aggrappata alle vestigia del passato: una Costituzione di sessant’anni fa che obbliga i politici ad un comportamento onesto e decoroso; addirittura un galateo di cinque secoli addietro. Tutta roba vecchia, vecchissima. Bisogna innovare, bisogna cambiare.
